Ranieri regna, Grace comanda

A vent’anni dal sì, il principe e la principessa di Monaco si raccontano.

DONATELLA GIACOTTO

Il 19 aprile del 1956 Grace Kelly sposava il principe Ranieri di Monaco, trasformandosi da promettente attrice hollywoodiana in sovrana di un minuscolo principato europeo. La sposa era stupenda, la cerimonia, trasmessa in eurovisione, da fiaba. Milioni di persone si commossero alla riedizione della favola della bella e del principe azzurro. Poi i protagonisti entrarono a poco a poco nell’oblio, protetti dai muri idei castello turrito affacciato sul mare. Qualche breve apparizione ogni tanto, sui rotocalchi: un figlio, un altro, un altro ancora, lutti immortalati tra le trine di preziosissimi porte enfant. Qualche pettegolezzo, raro (“Grace torna al cinema”, “Grace è malata”).

La famiglia reale di Monaco. Ritratto ufficiale per i 20 di matrimonio del principe Ranieri e della principessa Grace. 1976. © Howell Conant
La famiglia reale di Monaco. Ritratto ufficiale per i 20 di matrimonio del principe Ranieri e della principessa Grace. 1976. © Howell Conant

Di colpo, la famiglia Grimaldi ridiventa un filone aurifero per i cronisti mondani: Carolina, la primogenita, è sbocciala in una bellissima ragazza, con un caratterino spontaneo e impulsivo che ne fanno la delizia dei sudditi e la croce dei genitori. Adesso però allo scoccare dell’anniversario di nozze, l’attenzione torna a convergersi sui serenissimi genitori: un poco sbiadita la luminosa bellezza del viso, sempre armoniosa la figura, la principessa siede sui grandi divani del palazzo, in posa per la gioia dei fotografi accanto al principe, decisamente invecchiato, appesantito.

Grace, amabile, rilascia interviste, improntate ad uno spirito non proprio femminista, piene di banalità sul quotidiano coniugale. «Dev’essere l’uomo il capo della famiglia – dichiara soavemente, spenti i lampi negli occhi celebri che turbarono Cary Grant e Gary Cooper — senza contestazione da parte della donna. A mio marito non piace stare insieme a molta gente o andare ai ricevimenti. È felice a casa con noi». E dopo le rivelazioni sul marito pantofolaio: «Io sono molto femminista in cuor mio, penso che le donne possano fare qualunque cosa si propongano di fare. Ma penso anche che, in un rapporto tra uomo e donna, debba essere l’uomo il capo di casa, senza sfide da parte della donna. Il matrimonio è una associazione, nel senso che le due persone debbono mantenere la propria identità senza schiacciare quella dell’altro, ma non può funzionare su una base del cinquanta per cento ciascuno: compilo della donna è quello di essere casalinga, moglie e madre».

Ma non inganni l’apparente sottomissione che emerge da queste parole: il volto di Grace, americana di Philadelphia, tradisce una volontà testarda. Può quindi permettere a Ranieri di pavoneggiarsi: «Il boss devo essere io, altrimenti non sarei un uomo. In tutte le specie animali è dominante il maschio: è semplicemente un atteggiamento naturale». Magari lui ci crede, però l’impressione e che il capofamiglia autentico sia questa bella donna un po’ fredda e un po’ troppo perfettina.

Si legge sul suo volto, nella sua eccessiva compostezza, in certe frasi: «Io sono una fautrice della disciplina. Se non la si impone ai figli fin dalla tenera età, sarà la vita chegliela imporrà, più tardi e con una brutalità di cui nessun genitore sarebbe capace » (povera Carolina!). Una moglie ideale per un regnante. E Ranieri lo sapeva già benissimo quando fece la sua scelta al Festival di Cannes, la prima volta che Iè parlò. In vista del fidanzamento dichiarava, rassicurando i sudditi perplessi, magari timorosi di trovarsi di fronte ad un nuovo caso Wallis Simpson: «Sposerò una ragazza in grado di fare la principessa, non importa sia essa cameriera o attrice. Dopo che l’avrò sposata, diventerà monegasca e sarà la mia principessa. Ci sono doveri che considero superiori a quelli politici: uno dei principali è quello di essere sinceri verso se stessi e sposare solo la donna che si ama e che corrisponde il nostro amore». Questi venti anni gli hanno dato ragione.

© La StampaSera (23/02/1976)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...